
L'ALTRO PEZZO
L'uomo e la donna sono come due pezzi di un puzzle. Ci sono quelli che sono stati costruiti per stare insieme, per completarsi, per entrare l'uno nell'altro naturalmente. Altri si somigliano ma per attaccarsi bisogna fare un pò di forza, forzare le dentellature e rovinare un pò il disegno. Staranno sempre un pò scomodi. Pronti a staccarsi. Magari resteranno sempre così perchè sto pezzo che si incastra veramente non lo trovi. Ti è caduto, si è nascosto sotto il centrino, o come un deficiente l'hai incastrato a colpi di pugno con un altro pezzo che non c'entrava niente. In alcuni casi, alla fine, arriva l'lluminazione. Nei puzzle è più facile, ti accorgi che in un punto il disegno è storto e qualcosa non va. Controlli e scambi i pezzi. Le persone sono complicate. Sono convinte che bisogna soffrire, forzare le cose per farle incastrare. Il disegno non lo guardano, o fanno finta di non vederlo. Del resto in un puzzle di mille pezzi sparsi su un tavolo di un metro quadrato l'altro pezzo prima o poi lo trovi. Ma in un mondo tondo con sette miliardi di pezzi sparsi tra acque, montagne e pianure, l'altro pezzo lo perdi facilmente, potrebbe capitare come niente sotto la tovaglia o cadere dal tavolo e finire, non si sa come, nella cuccia del cane. Ne ho visti tanti di puzzle con un bel buchetto nel centro. Mai capitato a voi? Che se lo sia mangiato il cane?
Così una tessera del puzzle resta attaccata alle tessere amiche o famiglia ma le manca la tessera gemella. Quella da riempire o che ti riempie l'anima. Ne ho visti di amici restare attaccati alla tessera che gli è capitata per paura di non trovarne un'altra che entri nello spazio giusto. E si vive un pò storti, un pò barcollanti e non si molla neanche davanti all'evidenza. Come succede spesso nella vita.
Per paura.
LE BATTAGLIE DI TUTTI
Tutte le persone sono impegnate a combattere battaglie quotidiane.
Ogni battaglia può essere vinta, e rialzare il morale, oppure persa, portando sconforto ma anche nuova forza ed esperienza per il futuro.
Non si vincono tutte le battaglie, a volte bisogna ammettere la sconfitta, ammettere la forza del nemico, la propria debolezza, i propri errori con sincerità.
Chi non è capace di ammettere i propri errori è condannato a vivere nella propria finta realtà in cui i propri mali sono sempre più dolorosi, gli altri hanno sempre torto, non hanno diritto di soffrire le proprie battaglie da vittime e non da carnefici.
Il mondo allora diventa piccolo, perchè si ha più niente da imparare quando si è soddisfatti dalla propria presunzione di sapere.
Invece c'è un mondo così bello da scoprire, da imparare quando si abbandonano i vittimismi e le scuse per riparare ai propri errori. Tutti sbagliato.
Le persone deboli
che hanno paura di affrontare le consequenze delle proprie azioni
attaccano per non doversi difendere.
Sanno di non sapersi difendere.
E costringono gli altri al silenzio
perchè le parole possono ferire più di un pugno in faccia
quando non si è capaci di accettare le sconfitte.

sorridi allo specchio
che domani è un giorno nuovo
e il sole non smette mai di sorgere
nonostante tutto